Quali parametri considerare per l’investimento all’estero?

Solo regime fiscale e costo del lavoro?

Ci siamo occupati sovente di luoghi in giro per il mondo in cui si può pensare di investire, con maggiore o minore convenienza, facilità, opportunità. Abbiamo sempre considerato diversi fattori che sono poi quelli principali. In molti Paesi esistono condizioni fiscali di indubbio interesse, in alcuni casi addirittura assenza di tasse o in altri aliquote di tassazione che non sono nemmeno immaginabili in Italia o in altri Paesi dell’Unione Europea, Certo che investire in quei Paesi è altamente conveniente rispetto alle tasse da pagare.

Un altro parametro da considerare e che abbiamo sempre considerato è quello relativo alla manodopera locale: In molti Paesi che finora abbiamo analizzato gli stipendi medi sono estremamente contenuti, quindi il costo del lavoro è conveniente rispetto ai Paesi occidentali ma in tanti casi il grado di istruzione è basso e quindi occorre reperire diversamente il lavoro più qualificato; in altri casi ancora, invece cisto basso del lavoro e qualificazione dei lavoratori si coniugano, rendendo più semplice l’impianto di un’unità produttiva.

Occorre poi fare i conti con gli adempimenti burocratici che sono un grosso ostacolo per la creazione di un’impresa in certi Paesi, con tasse ad ogni passo che si compie, rendendo alla fine dei conti costoso iniziare un’attività e in tante Nazioni esiste un alto grado di corruzione a tutti i livelli. Quasi sempre è opportuno affidarsi ad avvocati e Professionisti locali per entrare negli ingranaggi della burocrazia senza restarne impigliati.

Non è sempre facile investire in Paesi esteri, a volte si può ben affermare che è difficile benché conveniente, anche per vincoli di settore che impediscono comunque l’investimento in alcuni settori che sarebbero, se fosse possibile possibile investire, convenienti. Per ciascun Paese abbiamo anche sempre indicato quelli che sono i settori in cui è maggiormente possibile realizzare buoni investimenti con buoni guadagni ma non abbiamo quasi mai considerato un altro aspetto degli investimenti all’estero, la soggettività degli abitanti dei vari Paesi.

Il fattore umano negli investimenti

A questo punto si rende necessaria una riflessione e una domanda da porsi: regime fiscale favorevole, basso costo del lavoro, facilità nella realizzazione dell’investimento, sono le condizioni che ti garantiscono una buona riuscita dell’investimento, quindi un significativo guadagno? La risposta è affermativa ma non basta tutto questo, occorre considerare il fattore umano, la popolazione locale.

Spesso l’investimento che hai in testa, se realizzato in Italia con le condizioni di certi Paesi esteri, darebbe rendimenti importanti perché l’investimento che hai in testa è coerente con le abitudini e i gusti degli italiani o quantomeno degli europei occidentali ma questo non è detto che sia la stessa cosa nel Paese ideale sotto gli aspetti che abbiamo visto. Ad esempio, è vero che in genere i prodotti italiani sono ampiamente apprezzati in giro per il mondo ma andare a produrre e vendere prosciutto e salame in un Paese islamico sarebbe una rovina, anche senza pagare tasse e con la manodopera a costo bassissimo. Perché l’idea di investimento che hai in testa possa avere successo occorre rendersi conto di persona di quelle che sono le abitudini e i gusti della popolazione verso la quale ci si rivolge con i prodotti frutto dell’investimento.

L’unica maniera è di recarsi nel posto in cui si ritiene di realizzare l’investimento e vivere il più possibile in mezza alla popolazione locale, osservare le abitudini, i gusti, ciò che piace e ciò che viene detestato o addirittura rifiutato per tradizione o per credo religioso. Non puoi andare a proporre un ristorante con specialità a base di carne di mucca in India…per quanto buoni possano essere i piatti sei destinato al fallimento se non addirittura con la tua incolumità in pericolo.

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