Evasione fiscale, ecco cosa ha in mente l’Agenzia delle Entrate

La lotta contro l’evasione fiscale continua ad essere un’esigenza sempre più pressante per lo Stato Italiano ed ecco che l’Agenzia delle Entrate sta mettendo a punto alcuni strumenti per poter essere sempre più efficace. La tematica in questione ha sempre fatto molto discutere, dal momento che sul territorio italiano, la situazione è piuttosto grave.

La lotta contro l’evasione fiscale prevede ovviamente il vasto impiego della tecnologia, che rappresenta uno strumento molto importante da usare per evitare che decine di migliaia di euro finiscano fuori dalla rete dello Stato. La tecnologia sta portando un’evoluzione impressionante in tanti altri campi, come ad esempio quello del gambling online. Il miglior sito di casino online, al giorno d’oggi, è in grado di offrire un’esperienza di gioco che non ha veramente nulla da invidiare rispetto ai casino reali, soprattutto tenendo conto della grande comodità di poter puntare e scommettere direttamente dal proprio divano di casa e pure da smartphone o tablet.

Evasione fiscale e le conseguenze positive della fatturazione elettronica

L’evasione fiscale non si combatte solo ed unicamente con l’evasometro: se, fino ad ora, tale lotta è stata portata avanti facendo spesso e volentieri riferimenti alle analisi di settore, adesso c’è stato un netto potenziamento dei vari strumenti che sono stati messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Uno degli strumenti certamente più efficaci in mano all’Agenzia delle Entrata è quello della fatturazione elettronica: tale obbligo è stato previsto in via ufficiale per le Amministrazioni Pubbliche Centrali addirittura nel mese di giugno di cinque anni fa, per poi essere ampliato ed esteso anche ai vari rapporti tra i privati e a ogni altra amministrazione.

La fatturazione elettronica ha rappresentato un gran vantaggio per l’Agenzia delle Entrate, dal momento che permette di monitorare qualsiasi tipo di fornitura che viene fatturata tra le transazioni. I primi risultati relativi a quest’anno, infatti, testimoniano il positivo influsso che sta avendo questo strumento nella lotta all’evasione fiscale. Un bilancio talmente positivo che il Governo stava pensando, fino a poco prima della crisi, che il gettito potrebbe essere superiore rispetto alle stime di circa 1,5 miliardi.

Il redditometro e la sua applicazione, invece, sono stati al centro di numerose discussioni e di varie problematiche. Il Decreto Dignità l’ha messo, in realtà, all’indice, ma non l’ha mai eliminato. Di conseguenza, può essere ancora sfruttato per tutte le annualità fino al 2015. Il Redditometro rappresenta uno strumento che riesce a combinare un’elevata mole di dati sensibili appartenenti ai contribuenti e che si pone come fine ultimo quello di rilevare tutte le anomalie potenziali.

Le differenze tra il Redditometro e il vecchio sistema di accertamento

Il Fisco, quindi, sfruttando quest’ultimo strumento, può tenere monitorato il reddito delle persone fisiche, sempre chiaramente in relazione alla proprietà e al possesso di particolari beni che vengono presi come indici. In poche parole, è chiaro che chi ha la disponibilità di uno yacht piuttosto che di un’auto di lusso, si presume possa avere una capacità di spesa nettamente più alta in confronto a chi possiede unicamente un’utilitaria per muoversi in città.

Il Redditometro viene utilizzato per il monitoraggio di tutti i periodi di imposta dal 2009 in avanti. E quelli precedenti? Viene impiegato ancora il vecchio strumento di accertamento, che prevede di valutare sia la disponibilità che il possesso di alcuni beni da parte del contribuente o dalla sua famiglia, ma non prende in considerazione il sostenimento delle spese, come invece fa efficacemente il Redditometro.

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