Prefazione Il turismo religioso assume nella società attuale importanza e significati molteplici, perché al viaggio religioso sono collegati aspetti economici, organizzativi, culturali e antropologici presenti anche in altri fenomeni di mobilità umana. Da questi riferimenti nasce la presente riflessione, che si articola attorno ai seguenti temi: il fenomeno religioso come fatto antropologico e sociale, la dimensione culturale e artistica che la religione ha prodotto e produce, l'organizzazione del viaggio e dell'accoglienza.
Aspetti caratteristici del fenomeno religioso Il turismo religioso si presenta come fenomeno in continua evoluzione, complesso e frammentario nelle dinamiche di attuazione. Esso utilizza lo schema-modello base del turismo, ma lo rinnova creativamente con l'innesto dell'esperienza religiosa, trasformandone la natura, i propositi, i ritmi e lo stile di realizzazione.Indiscutibilmente respira la cultura e la forma del turismo sociale, ma non si riduce semplicemente ad esserne una propaggine. Come, per altro, non si deve confondere con il pellegrinaggio, anche se ne richiama lo specifico viaggiare, la dimensione religiosa e la meta santuariale. Cultura, arte, fede Per la compiutezza dell'analisi va detto che il turismo religioso si differenzia e nel contempo si completa con quella tipologia di turismo detta culturale. Il turismo culturale prende consistenza dalla diffusa e alta scolarizzazione che certamente ha accentuato la domanda di cultura, ma nel contempo non ha saputo rimediare ad una persistente sorda "ignoranza" della storia e ad un pericoloso discredito della memoria.Su tale scenario si colloca la dimensione culturale del turismo religioso che si congiunge con la cultura, con il mercato, con i bisogni latenti o palesi dell'uomo, creando situazioni nuove: novelle nicchie di mercato, inedite attese nella domanda e nell'offerta, nuovi soggetti imprenditoriali, nuovi circuiti turistici, nuove manifestazioni di religiosità.Si attiva perciò una congiuntura che assume le funzioni di un un volano di ordine commerciale ed economico, diventando vettore trainante per l'economia. Linee progettuali La "grande sfida" per Nettuno, quale luogo ove visse Santa Maria Goretti e dove sono custodite le sue reliquie, provoca una straordinaria attivazione delle risorse territoriali; mette in scena un orizzonte ricco di interessi e di significati religiosi e di operazioni di tipo economico e commerciale. Il progetto di rilancio economico per la città stimola urgentemente alla progettualità, diventa lievito di idee e di proposte ai diversi livelli della vita personale, della convivenza sociale, della programmazione culturale e del governo amministrativo. La vocazione all'accoglienza e all'ospitalità Una prima linea progettuale, in vista del presente progetto, dovrebbe promuovere al massimo livello le virtù dell'accoglienza e dell'ospitalità. Oggi si avverte sempre di più il bisogno di qualità anche nelle forme e nello stile dell'accogliere e dell'ospitare: gli ospiti apprezzano se sono trattati da persone "conosciute", che si integrano nelle culture locali, si appassionano dei problemi e delle realtà emergenti sul territorio.Vanno dunque coinvolti e resi partecipi attraverso quel metodo che i sociologi chiamano di "approccio di comunità". Attraverso questa metodologia il servizio di accoglienza viene offerto in forme sinergiche, coinvolgendo tutti i soggetti attivi interagenti nello spazio comunitario, favorendo un'attivazione tra enti distinti, ma convergenti sugli obiettivi di bene comune. La qualità e la specificità dei "luoghi religiosi" Una seconda linea progettuale tiene in considerazione il territorio, sia nella conformazione geografica che antropica, storica e religiosa, secondo quella nuova sensibilità che tende a valorizzare la qualità totale dell'ambiente.In particolare sul territorio di Nettuno e zone limitrofe, lungo i secoli, sono sorti dei luoghi segnati dalla devozione e dalla pietà popolare. Sono luoghi che si distinguono oltre che per le ragioni storico-artistiche e religiose, anche per il felice rapporto spiritualità-natura, risolto di solito in un'avvincente armonia (basti pensare alla località Le Ferriere). Santuari e ambiente, pietà e ecosistema, formano una originalità unica che va coltivata, scovata, promossa in primo luogo per i residenti, ma altresì per i visitatori, nel segno della loro specificità di struttura e di messaggio, costituendo un circuito-itinerario caratterizzato da una propria identità, che sia percorribile e opportunamente attrezzato. Nell'attuare questa linea progettuale devono ampiamente partecipare le categorie imprenditoriali e commerciali, nonché gli enti locali, secondo una programmazione intelligente e armonica. Non si tratta però di inventariare nuove formule di vendita o di marketing, ma di offrire delle nuove possibilità di esperienza, di conoscenza, di religiosità popolare sui cammini antichi della fede e della tradizione.Accanto a questa attenzione va considerata l'esigenza di un accompagnamento didattico con strumenti multimediali e con guide ben istruite e ben disposte a seguire turisti, pellegrini e semplici visitatori, predisponendo un Corso di preparazione specifico. La rete della cultura, dell'artigianato e delle testimonianze storicheUna terza linea progettuale potrebbe riguardare la istituzione di una rete che ordini in modo razionale attività commerciali, artigianali, luoghi della cultura locale, testimonianze storiche. In tale scelta si ubica la sfida più impegnativa. Si potrebbe creare “ad hoc” una Fondazione, istituzionalmente controllata dal Settore Attività Produttive del Comune, quale riferimento per le attività connesse al progetto e per una supervisione delle attuazioni, nonché con funzione di garanzia e trasparenza.Di fatto si tratta di recuperare, ripensare organicamente e incrementare la cultura locale, nella sua specificità e distinzione, di renderla capace di collegarsi con gli ambiti di vita e di lavoro, dialogando e intessendo reti comunicative con il mondo del lavoro, del commercio e dell'ospitalità. All'interno di questa rete propositiva, le testimonianze storiche formano la densità documentaria ricca di interessi, di curiosità, di attrazione. Il turismo religioso: un approccio di comunità Si vuol dimostrare, inoltre, che il turismo religioso deve essere gestito nella massima libertà dalle autorità politico-amministrative e religiose, in modo che tutte le componenti delle comunità locali siano le principali protagoniste dell'accoglienza. Le famiglie e i giovani, i parroci e gli albergatori, le guide e i gestori dei servizi pubblici devono essere sollecitati a presentare progetti aperti alle molteplici e differenziate esigenze dei visitatori. Il turismo religioso di Nettuno non deve essere monopolizzato.La Fondazione non deve essere un “centro” che coordina dall'alto, in modo gerarchico, ma un riferimento policentrico, istituzionale, garantista, che sostiene convergenze e comuni interessi e ne regola la correttezza, trovando la fetta di mercato più adatta alle esigenze sia del singolo, che della comunità cittadina. L'approccio di comunità vuol essere un metodo di lavoro per i gruppi e dirigenti locali perché sappiano cooperare con iniziative che rendano i residenti i protagonisti dell'accoglienza, in sinergia con enti e organismi di settore.torna su
8 commenti fino ad ora
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inviato il 22/10/08 da
ROSALBASAREBBE UN'IDEA MAGNIFICA REALIZZARE UN SIMILE PROGETTO, MA I SOLITI "PESCECANI" METTEREBBERO LE LORO MANI SULL'ECONOMIA INDOTTA.
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inviato il 22/10/08 da
ASTURAE MAGARI DIAMO LA GESTIONE DELL'ENTE AI GIOVANI. IDEE NUOVE! TI AVREBBERO DOVUTO FARE SINDACO!
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inviato il 22/10/08 da
attilio la malfadovrebbero confluire fondi direttamente agli enti di gestione in quanto il comune, a lungo commissariato per infiltrazioni mafiose, ha un deficit di bilancio altissimo e quelle somme potrebbero essere distratte. Oltretutto non penso che l'amministrazione saprebbe attingere a questi contributi. basti pensare che a fine mese scade il bando di contributi per eventi turistici e religiosi e n� il comune, n� la pro loco ha provveduto ancora a farne richiesta.
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inviato il 24/10/08 da
giuliana de santisSono dieci anni che con mio marito cerchiamo di organizzare qualcosa del genere. Sono stata a Pietralcina da Padre Pio ed era fantastico!
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inviato il 24/10/08 da
MASSIMILIANO PIRASMi dispiace, ma non ti permetteranno di fare del bene a questa citt�!
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inviato il 24/10/08 da
Andrea MiceliBelle parole, bei progetti, lavoro per tutti, economia sociale, ma ............ chi te li dovrebbe dare i soldi per iniziare?
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inviato il 28/10/08 da
SACCO LUIGIL'UNICO TURISMO RELIGIOSO CHE POTRAI FARE � TRA QUALCHE ANNO. QUANDO A NETTUNO COSTRUIRANNO UNA MOSCHEA (DI QUELLE BELLE GROSSE) E DAI PESI LIMITROFI ARRIVERANNO TUTTI I MUSULMANI.
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inviato il 01/03/09 da
alessandro� straordinario e necessario, non sempre le persone sono cos� costruttive e disinteressate, bravo .



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