Il mondo rurale dei lepini a causa dell'inurbamento dei suoi abitanti che dagli anni sessanta hanno abbandonato le terre per vivere la cementificazione di Roma metropili, ha subito, dagli anni sessanta, il disastro ambientale pi� devastante, quello della spopolamento. L'assenza di una vera politica di sviluppo della collina, ha accentuato il gup creatosi, a favore della citt�. la civilt� contadina era basata su un'economia povera dove l'ospitalit� era ed � ancora sacra; quello che oggi pu� e deve creare la differenza, in uno sviluppo dell'economia turistica, importante per far vivere anche la collina, � invece�la politica dell'accoglienza.��solo quest'ultima pu� essere in grado di creare le competenze in grado di mutare l'agricoltura intesa come economia di sopravvivenza, (quella degli anni sessanta per intenderci), in quell'agricoltura multifunzione (quella prevista nel�P.O.R. regionale e nel P.S.R.), capace di promovere il territorio collinare, la sua cultura , il suo ambiente , i� suoi prodotti tipici. Per raggiungere quest'obbiettivo bisogna creare infrastrutture sul territorio che vanno da una scuola di formazione turistica a punti di accoglienza ricettivi che consentano la permanenza dei visitatori. Notiamo,oggi, che nel tempo libero anche chi vive nella collina preferisce recarsi nella citt�, che generalmente � a valle, anche d'inverno, perch� vi sono infrastrutture come i centri commerciali che fanno da centri di accoglienza, punti d'incontro, dove � possibile socializzare encontrare altre persone. Bisogna che La Regione inizi a prestare pi� attenzione alla collina, investire risorse nei piccoli centri per equilibrare�lo sviluppo economico e far vivere questi territori che rappresentano la gran parte del territorio regionale.�
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Un commento fino ad ora
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inviato il 06/10/08 da
Maria Cristina CocciaTi ringrazio di aver posto l'argomento. Lo sforzo istituzionale di far passare gli addetti al settore primario agricoltura allevamento al numero considerato ideale � stato cos� riuscito da impoverire di persone i territori e stipare troppi nelle citt�. E pure, si era spesso detto che un mercato cos� grande come quello di roma, cos� vicino, doveva assorbire molto efficacemente ci� che era il prodotto dei dintorni. Le famose leggi del mercato che tutto doveva equilibrare e far partecipare pi� persone alla torta che aumentava in grandezza, ha creato dissesto nel territorio - alluvioni e varie - ha fatto pagare a gran prezzo l'inurbamento massivo - baraccopoli permanenti - di chi era decentrato e richiamato spostamenti da pi� lontano proponendo miraggi a livello planetario. Con l'aggravante di merci che si spostano in ogni momento per ogni dove, riempiendo di inquinamento ogni cielo ed ogni risorsa idrica, si rattrappisce il lavoro degli umani che provvedono alle risorse alimentari, sempre meno retribuito mentre i prezzi aumentano a favore dei trasporti e di chi guadagna speculando nel tenere i prezzi alti e distruggendo gli eccessi che ridurrebbero i pirateschi margini. L'ngegneria sociale spinta verso il mercato, verso il mercato ha spinti il tempo libero degli umani, tanto che, ho sentito, anche la messa cattolica sar� proposta nei centri commerciali. Daltronde piante finte se ne vedono sempre pi� anche all'aperto. Vero � che se vai nei territori dove la gente � poca non riesci a trovare persone che ti raccontino il loro habitat attuale, passato o in programmazione.



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