Sono meravigliata di non vedere proposte. Mi aspettavo, data la grande attività dell'assessorato rilevabile da una ampia comunicazione che si potesse leggere consenso o dissenso o affinamento nelle proposte che potevano pervenire. Quindi il mercato agricolo e dell'allevamento, romano e del lazio è già pervenuto a ridurre tutti gli effetti deleteri della globalizzazione? per esempio, farsi innaffiare meno dai motori dei cargo: provenienti da tutto il mondo che portano qui le merci simili a quelle che produciamo in tempi diversi da quelli in cui possiamo produrle? o diretti in tutto il mondo, che si può permettere il lusso di acquistare il made in italy agricolo, fatti salvi tutti gli obbrobri alimentari, noti e meno noti di casa nostra?
Naturalmente anche ciò che produciamo nel suolo italico, non solo altrove, lo acquistiamo equo e solidale.
OK! cristina
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Un commento fino ad ora
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inviato il 27/09/08 da
irene del pratoAncora non ho molta confidenza con questo strumento, e questo � il mio primo commento. Condivido l'idea di cristina di destinare pi� risorse per valorizzare e ricominciare a far usare a ciascun territorio le risorse alimentari che pu� produrre. Ma non saprei dire come. Se non tramite lo sviluppo capillare dei cosiddetti "gas" gruppi di cittadini che acquistano direttamente presso le cooperative agricole...



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