una adesione

Piano di Sviluppo Economico per Nettuno

pubblicato il 02/11/2009 da giulio verdolino

territorio: Regione

1>commento

INTRODUZIONE Con la presente relazione si fissano gli obiettivi di base per la programmazione dello Sviluppo Turistico del Comune di Nettuno.Si vogliono delineare le linee guida al fine di individuare uno schema a rete sia delle strutture operanti nel settore ricettivo, della ristorazione, dei pubblici esercizi, della distribuzione, del tempo libero, dell’ambiente…Vuole essere uno strumento per mettere a punto una strategia dinamica che, partendo da una visione comune e condivisa, consentirà di coordinare l'azione degli operatori pubblici, privati e sociali interessati allo sviluppo del Turismo (soprattutto religioso) e dell’indotto connesso.A questo scopo è stata condotta preliminarmente un’indagine di tipo diagnostico che ha consentito di evidenziare le caratteristiche e le potenzialità del turismo a livello locale.Sulla base delle indicazioni emerse sono state tracciate le possibili linee di sviluppo del turismo che sono state integrate attraverso un contatto sonda con gli operatori, pubblici eprivati, del settore.La scelta di fondo si basa nel promuovere una visione comune, poiché il prodotto turistico è complesso ed è la risultante di un processo di interazione di differenti soggetti.Il Programma di Sviluppo Turistico di Nettuno si propone dunque di creare le condizioni di contesto favorevoli alla crescita di questo importante comparto economico.Da un lato il Programma mira a collegare il "prodotto turistico nettunese" alla domanda, attuale e potenziale, individuando gli interventi di qualificazione e innovazione da sviluppare nel breve, medio e lungo periodo.Dall'altro si propone come documento guida in grado di promuovere le sinergie indispensabili per lo sviluppo del turismo a livello locale.  IL CONTESTO TERRITORIALE Prima di procedere con la fase diagnostica si è posto il “problema” di definire sia i confini del territorio comunale nonché quello del bacino di vicinato che ricade direttamente nell’attrazione dell’area nettunese.Sul Mar Tirreno si affaccia Nettuno, una cittadina di origini molto antiche. Si hanno notizie di insediamenti umani nel territorio nettunese già dall'era paleolitica:ciò è documentato da numerosi resti archeologici trovati sul litorale e conservati nell' Antiquarium Comunale. La sua costa va da Capo d'Anzio a Torre Astura ed il suo territorio è attraversato dal fiume Loricina il quale in epoca antica, essendo più grande e profondo, veniva sfruttato per scopi commerciali già dai Volsci che erano presenti su questo territorio. Il fiume alla sua foce formava un porto naturale che venne battezzato Cenone (dal latino "caenum" che significa fango).
Si narra che nelle varie epoche i marinai sfuggiti ai naufragi, per ringraziare il dio Nettuno del pericolo scongiurato, costruirono un tempio nella zona più alta della costa dove vi era un bosco di oleandri, piante sacre alla divinità marina. Ai piedi del promontorio sorse una città con il nome di Neptunia, spesso meta degli scampati alla furia del mare che si recavano al tempio di Nettuno per offrire voti di ringraziamento.
A causa di grandi maremoti la cittadina costruita sul mare scomparve: ancora oggi, nelle giornate di calma, nello specchio d'acqua prospiciente il Forte Sangallo, si intravedono le cosiddette "vaschette", presunti resti dell'antica Neptunia. Le popolazioni sfuggite al disastro si rifugiarono nel punto più alto della costa dove giaceva, ormai distrutto, il tempio del dio del mare, e lì cominciarono la lenta opera di costruzione del nuovo insediamento. Questo nuovo villaggio era spesso obiettivo di continue scorri-bande da parte dei popoli che venivano dal mare, quindi per poterlo difendere si dovette costruire una fortezza con torri e bastioni. Nell' anno 845, i saraceni saccheggiarono il territorio e lo invasero rimanendoci per un certo periodo; in seguito, ricacciati in mare, abbandonarono donne e bambini che furono accolti dal popolo nettunese il quale ne apprese usi e costumi che, tramandati nel tempo, persistono tuttora nella popolazione.
Nel Medioevo, il feudo di Nettuno, ambito da molti per la sua posizione strategica, fu causa di aspre contese. Questo territorio appartenne dapprima ai monaci di Grottaferrata, poi a Tolomeo, conte di Tuscolo, poi ancora Gaetano Orsini che lo cedette al fratello, il cardinale Giovanni, il quale ampliò la cittadina e la protesse con un perimetro murario dotato di otto torri. Diventato pontefice Martino V, i Colonna divennero i padroni del feudo e fecero ulteriori opere di fortificazione. In seguito, furono padroni di Nettuno:- Cesare Borgia; - Alessandro VI, che fece costruire la fortezza; - Giulio II, che fece effettuare degli scavi nel territorio, portando alla luce numerosi tesori artistici che fanno bella mostra di se in molti musei italiani e stranieri. Tra tutti, ricordiamo: la statua di Apollo, detta il Belvedere; il"Gladiatore Morente" esposta nel museo Capitolino; il "Nettuno" esibito nel museo Lateranense; "Dositheo da Efeso", ospitato al Louvre di Parigi; - Marcantonio Colonna, che rinnovò le mura di cinta, completandole con bastioni, per proteggere il borgo che resta ancora il punto più suggestivo della città Nel 1656, Nettuno fu flagellata dalla peste che ridusse drasticamente la popolazione a poche centinaia di anime. Pochi decenni dopo, nel 1831, Nettuno venne venduta da Gregorio XVI ai principi Borghese.
Nel periodo fascista le città di Anzio e Nettuno vennero unite in un unico comune con il nome di Nettunia. Il 19 Settembre 1943 i tedeschi, dopo che l'Italia ebbe firmato I 'armistizio con le forze alleate, occuparono il territorio e ne decretarono lo sgombero, con la pena di morte per chi non si fosse allontanato di almeno 5 chilometri dalla costa. Gli alleati sbarcarono nel 1944 e la costa fu teatro di lotte sanguinose. Terminata la guerra, la popolazione che era stata precedentemente sfollata tornò, trovando la cittadina fortemente colpita: cominciò così l'ennesima ricostruzione. AnzioSecondo lo storico Xenagora Anzio fu fondata da Anteo, figlio di Ulisse e della maga Circe, mentre un'altra leggenda del ciclo troiano attribuisce alla città un diverso fondatore: Ascanio, figlio di Enea. Anche se le scoperte di reperti archeologici risalenti all'età della pietra testimoniano la presenza dell'uomo fin da quella lontana epoca, certo è che le fonti storiche hanno accertato la fondazione della città vera e propria chiamata Antium, durante la civiltà laziale, agli inizi del primo millennio a.C. Addossata a quel promontorio che ìnterrompe il piatto scorrere della costa laziale a sud di Roma, dalla foce del Tevere fino al Circeo, Anzio deve a tale favorevole posizione la propria origine ed il proprio straordinario sviluppo. L'Antium latina, fiorente centro commerciale e punto di partenza di scorrerie piratesche in tutto il Mediterraneo, ebbe nel suo porto, chiamato "Caenon", la fonte della sua potenza. Occupata dai Volsci intorno all'anno 490 a.C. divenne fiera avversaria dì Roma; si pose alla guida di altre città divenute volsche e iniziò un lungo periodo di belligeranza, caratterizzato da numerosi episodi tra i quali il più noto è quello del patrizio Coriolano che, esiliato in Anzio e divenuto comandante delle truppe volsche, giunse a minacciare la sicurezza di Roma. La lunga guerra si concluse solo nel 338 a.C. con la distruzione della città ad opera delle legioni del console Marco Furio Camillo. I romani ornarono con i rostri strappati alle navi anziati la tribuna del Foro da cui si tenevano i comizi e che da allora fu detta tribuna rostrata". Colonia romana dal 338 a.C. fu partigiana di Comelio Silla durante la guerra civile e per taleragione fu distrutta dalle truppe di Caio Mario nel 87 a.C. Sul finire dell'età repubblicana Anzio conobbe un periodo di vero splendore diventando il luogo di villeggiatura preferito dai ricchi patrizi di Roma: templi, circhi e palazzi abbellirono la città mentre lungo la costa si edificarono le ville dei più importanti personaggi del tempo: Marco Tullio Cicerone, Mecenate, Caio Lucrezio e Cesare Augusto. In età imperiale soggiornarono ad Anzio tutti li imperatori: Augusto vi fu proclamato Padre della Patria, Caligola, che ne voleva fare la capitale dell'impero Adriano, che la descriveva come uno dei luoghi più belli d'Italia ma fu Nerone, che ad Anzio nacque, ad edificarvi il porto, mirabile esempio di Ingegneria marittima ed ad abbellire la reggia e la città di marmi e statue famose oggi esposte nei più grandi musei del mondo, come la Fanciulla d'Anzio (Museo nazionale) il Gladiatore Borghese (Louvre) e l'Apollo del Belvedere (Musei vaticani). La decadenza dell'impero romano fu condivisa dalla città che, soggetta alle invasioni ed ai saccheggi dei barbari prima e dei saraceni poi, fu abbandonata dalla popolazione che fondò la vicina città di Nettuno.Nel 1700, papa Innocenzo XII fece costruire il porto che reca il suo nome ed alcuni cardinali vi edificarono delle splendide residenze. In una di queste, villa Albani, papa Pio IX soggiornava abitualmente ogni estate. li inizi dei 1900, con il fiorire dell'architettura liberty, videro Anzio diventare una delle più rinomate località di villeggiatura d'Italia ed il nascere di eleganti e raffinati edifici. Nel 1944, il 22 gennaio, le truppe anglo-americane, sbarcavano sulle spiagge dì Anzio per quella che doveva diventare una delle più sanguinose campagne della 2A guerra mondiale conclusasi con la liberazione dì Roma Le Ferriere E’ una località sita nel versante occidentale del territorio di Latina a ridosso confinario con Nettuno, nota sin dal X secolo come officina ferraria installata dai monaci di Grottaferrata. Luogo simbolo è il grande casolare, la Cascina Antica, nel quale si compì il martirio della santa patrona dell’agro pontino, Maria Goretti. Divenuto santuario custodito dalle suore passioniste, è stato visitato anche da papa Giovanni Paolo II il 29 settembre 1991, in occasione del centenario della nascita della santa.Invece, le spoglie della Santa, sono custodite presso il Santuario di Nostra Signora delle Grazie e San Rocco di Nettuno.   NETTUNO TURISTICA OGGI:LE RISORSE PREMESSA Per poter definire una strategia per lo sviluppo del turismo nettunese era senza dubbio necessario disporre di una “fotografia” del settore il più possibile approfondita.L’attuale organizzazione del sistema di informazioni statistiche sul fenomeno turistico non consentiva però l’estrapolazione dei dati, sia quantitativi che qualitativi, che interessano l’area di studio.Con l'obiettivo di colmare questo gap informativo e conoscitivo è stato messo a punto un mix integrato di indagini, ricerche e sonde conoscitive. Il percorso di lavoro seguito è schematizzato nella tav. 1.In questa prima sezione del Programma di Sviluppo Turistico di Nettuno verrà presentata una sintesi delle principali informazioni raccolte rimandando per l’approfondimento dei temi trattati ai report realizzati per le singole attività.L'obiettivo è quello di evidenziare punti di forza e di debolezza del "prodotto NETTUNO" ele possibili correlazioni con la strategia di sviluppo turistico.     Tavola 1 - Percorso di lavoroANALISI DEL CONTESTO DIAGNOSI DEL FENOMENO TURISTICORaccolta e sistematizzazione delle informazioni disponibili sul settore turistico e sui settori collegati. CENSIMENTO DELLE RISORSE TURISTICHECensimento delle risorse ambientali, culturali, storiche, artistiche, religiose, con l’obiettivo di conoscerne le potenzialità e di determinare le condizioni preliminari per la valorizzazione in chiave turistica. FABBISOGNI DI SERVIZI E DI PROFESSIONALITÀ DELLE IMPRESEValutazione della domanda di servizi e di professionalità che le imprese turistiche esprimono. LE NUOVE FIGURE PROFESSIONALI NEL SETTORE TURISTICOMonitoraggio del sistema formativo per valutare il gap esistente tra bisogni delle imprese ed output dei processi formativi. BENCHMARKINGConoscenza di esperienze e modelli gestionali che hanno dimostrato validità nella generazione di valore per il sistema turistico locale.  LE TENDENZE DEL MERCATOTURISTICO In quale scenario si colloca il turismo Nettunese Secondo fonti autorevoli in materia (Reg. Lazio - RAPPORTO SUL TURISMO)?  Attualmente siamo solo all’inizio di un ciclo di sviluppo, ovvero dopo una prima grossa impennata registrata nel decennio passato il trende è risultato, successivamente e drasticamente in discesa per poi assestarsi.Però, negli ultimi anni si è assistito ad una serie di nuove tendenze che riteniamo utile sottolineare, nell’ottica della definizione di un progetto di sviluppo turistico locale. -         Si registra sempre più la propensione a partire più frequentemente ma per periodi più brevi. La conseguenza è un recupero di interesse per le mete vicine o facilmente accessibili.-         Il turista è più esperto, ha viaggiato, fa confronti e sa dare un giusto valore al rapporto qualità/prezzo. È esigente anche nel senso che vuole maggiori opportunità, cose da fare e da vedere.-    L’interesse verso problematiche inerenti l’ambiente, la salute e il benessere è in costante aumento. Per ricerca di qualità del contesto non si intende solo ricerca di natura incontaminata, ma anche di un ambiente urbano controllato e con migliori condizioni di vita.-  I sistemi di offerta turistica tendono ad offrirsi per tutti gli usi e a tutti i clienti. Stenta ancora ad affermarsi una strategia di specializzazione o differenziazione. Nella politica di marketing diventa quindi decisivo saper puntare sui punti di forza del territorio, punti cioè in grado di esaltare le differenze e di fornire reali posizioni di vantaggio rispetto ai concorrenti.-   Per quanto riguarda le tendenze del marketing turistico si è assistito al crescere della forza delle “marche”. Sviluppare una marca turistica di pregio (in Italia il caso più emblematico è la Toscana o nel settore specializzato del turismo religioso è San Giovanni Rotondo) vuol dire rafforzare il valore evocativo/simbolico e rendere più identificabile una destinazione. Le destinazioni che hanno puntato su una politica di forte valorizzazione della marca registrano oggi un aumento della capacità competitiva.-  Altra tendenza registrata è l’inclinazione a fare marketing diretto, vale a dire arrivare direttamente al turista senza intermediazioni commerciali esterne. Questa tendenza è resa più agevole dalla diffusione di sistemi telematici di promo-vendita (internet, centri unificati di informazione/prenotazioni, televendita, …).-   E’ in aumento la diffusione nel settore di azioni di marketing congiunto con marche affermate di beni e servizi di largo consumo che possano aiutare a sostenere l’immagine della destinazione e contribuire a contenere i costi dell’uso di campagne ad alto impatto. Interessanti per lo sviluppo del turismo appaiono i trend dei flussi turistici che hanno interessato l’area considerata registrati nel corso degli ultimi quattro anni, confrontando i dati locali (riferiti all’intera provincia di roma), regionali e nazionali.A livello provinciale da un rapporto del gennaio 2009 a cura dell’Osservatorio dello Sviluppo Regionale – Litorale SpA il trend dei flussi risulta in minima crescita. E’ quanto emerge dai dati delle presenze e degli arrivi dei turisti italiani e stranieri, sia nel comparto alberghiero sia in quello extralberghiero. In pratica tra il 2006 ed il2007 si è registrato un incremento di soli  432 arrivi e l’incremento tra il 2007 e 2008 è di appena 12 unità.Di contro, vi è stata una variazione in diminuzione pari al 5% di strutture ricettive locali. Pertanto, Il settore svolge ancora un ruolo marginale nell'ambito della economia locale, a dispetto delle numerose bellezze naturali e delle ricchissime testimonianze storiche e culturali, nonché dell’elemento differenziante di carattere religioso dovuto alla presenza delle reliquie di Santa Maria Goretti e dalla vicinanza a Roma.  Tabella Turismo Nettuno

comune

nettuno

% sul litorale

ultimo anno disp.

Superficie (kmq) *

71,45

3,0

 

Popolazione residente **

44.444

4,6

2008

Residenti stranieri **

2.286

3,7

2007

Imprese attive ***

3.663

5,0

2007

Arrivi turistici ****

28.926

2,4

2007

Presenze turistiche ****

120.645

2,5

2007

Eserc. alberghieri *****

8

2,7

2007

Eserc. extralberghieri *****

13

1,8

2007

Fonti: Istat; Demo-Istat; Apt Roma, Ancitel.
* La Superficie Totale del Litorale Laziale è di 2.419,07 Kmq.
** Sul Litorale Laziale risiedono in totale 962.564 abitanti.Il dato non comprende il valore aggiornato al 2008 del XIII Municipio. 
I residenti Stranieri Totali presenti sul Litorale Laziale sono 61.508.
*** Sul Litorale Laziale sono presenti 73.508 unità locali (comprendenti i settori dell’industria; del manifatturiero; del terziario e delle costruzioni)
**** Gli arrivi e le presenze complessive sul Litorale Laziale sono state rispettivamente di 1.209.159 arrivi e di 4.787.844 presenze (il dato non comprende il XIII Municipio e il Comune di Itri).
***** Sul Litorale Laziale sono presenti 294 esercizi alberghieri e 712 esercizi extralberghieri (il totale degli esercizi alberghieri e degli esercizi extralberghieri non comprende il XIII Municipio). L’OFFERTA RICETTIVA. Proviamo quindi a sottolineare in modo sintetico quali implicazioni si possono cogliere infunzione della definizione delle proposte di sviluppo turistico:-         necessità di diversificare l'offerta turistica;-         puntare allo sviluppo del turismo escursionistico e "fuori porta";-         sfruttare la funzione di "polo di attrazione" dei flussi turistici che la provincia di Roma riesce ad esercitare. Il livello delle strutture ricettive è da considerarsi ai limiti della sufficienza.A questi va aggiunta un’offerta complementare piuttosto diversificata rappresentata dalle strutture extralberghiere e dal fenomeno locale rappresentato da un elevato numero diposti letto offerti dall’affitto stagionale di immobili per periodi medi di due settimane, di solito rivolti al mercato regionale ed anche al mercato nazionale che utilizza la tecnica “del passa parola”.Se si confrontano i dati di Nettuno con quelli provinciali (soprattutto per i siti posti sul litorale) si nota che i tassi di crescita degli esercizi e dei posti letto sono stati diversi e questo trova origine dal fatto che per circa un decennio non si era riconosciuta la vocazione e l’importanza turistica da parte della unità territoriale preposta (azienda provinciale per il turismo) bloccando le iniziative, ma anche dal ritardo nella elaborazione degli strumenti urbanistici.Per offrire alcuni spunti di riflessione sulla qualità sia effettiva che percepita riguardante laricettività nettunese si è ritenuto utile valutare da una parte la disponibilità di alcuni servizi accessori e, dall’altra, le opinioni espresse dai clienti sulla qualità del prodotto/servizio estrapolate, come accennato precedentemente, dalle indagini sui clienti degli alberghi condotte durante lo studio preventivo per la programmazione dello sviluppo.Nel primo caso i dati indicano che le strutture ricettive di Nettuno hanno dei discreti standard di qualità:
  • dispongono in genere di tutte le dotazioni della camera (aria condizionata, telefono, tv, radio e frigobar);
  • bar, ristorante e parcheggio sono in genere offerti da tutte le strutture di fascia medio-alta;
  • il 20% degli alberghi offre almeno una sala per seminari o congressi.
 Per quanto riguarda le valutazioni dei clienti le strutture ricettive hanno meritato più che la sufficienza; un dato che trova conferma nel fatto che ben il 70% degli intervistati ritornerà nello stesso albergo.Tuttavia l’analisi delle singole componenti del prodotto/servizio consente di evidenziare alcune aree di miglioramento, in particolare:
  • gli aspetti maggiormente criticati per la camera sono stati i bagni (giudicati non sempre negli standard) il comfort e l’arredo medio;
  • quasi il 40% dei clienti non è rimasto particolarmente soddisfatto della colazione (limitata diversificazione in termini di varietà e quantità);
  • due stranieri su tre si è lamentato della limitata conoscenza delle lingue del personale.
 Plus Minus- Buon livello di qualità delle strutture ricettive* Capacità ricettiva limitata* Carenze nell’offerta complementare I trend evidenziano dunque un lento processo di qualificazione dell'offerta ricettiva, in linea con i dati provinciali.Tuttavia dobbiamo sottolineare come la capacità ricettiva risulti inadeguata rispetto ad un contesto ed alla vocazione naturale e attrattiva anche dal punto di vista economico e produttivo.In secondo luogo risulta del tutto assente un'offerta complementare in grado di sostenere lo sviluppo di forme di turismo che consentono una valorizzazione, ad esempio, della risorsa religiosa o ambientale. IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA-         Favorire processi di sviluppo della capacità ricettiva sul lungo periodo;-         Incrementare l'offerta ricettiva complementare ed in particolare le strutture ricettive per il tempo libero all'aria aperta.  L'OFFERTA CONGRESSUALE L’area Nettunese ha una capacità congressuale limitata. Le strutture alberghiere attrezzate per ospitare congressi e convegni sono appena 2 e mancano strutture pubbliche come cinema ed arene.Confrontando ancora i "numeri" di Nettuno con quelli riferiti all'intera area provinciale si nota che i posti presenti sul territorio nettunese risultano notevolmente inferiori.Anche in questo caso si è ritenuto utile verificare la qualità dei servizi congressuali, chiedendo ai responsabili delle strutture di rispondere ad un breve questionario sulle caratteristiche degli spazi e delle dotazioni offerte. Dall’analisi dei dati è risultato che:Ø       gli spazi accessori (sala stampa, palcoscenico, uffici di segreteria e bar per la sala) sono presenti solo in 1 struttura;Ø       Anche per quanto riguarda le attrezzature d’ufficio (pc, telefono, fax, fotocopiatrice) la situazione è la stessa;Ø      Completamente assente è invece l’offerta di impianti tecnologici (televideo conferenze, tv a circuito chiuso, traduzione simultanea, …). Le considerazioni per quanto riguarda l'offerta congressuale sono ancora più critiche rispetto a quelle già esaminate per l'offerta ricettiva.Innanzitutto siamo in presenza di un'offerta molto limitata rispetto alle caratteristiche vocazionali del territorio. Inoltre le caratteristiche degli spazi limitano l'attività di fatto al settore della convegnistica e della formazione.  IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA - Riqualificazione di spazi per attività congressuali;- Riqualificazione/valorizzazione di dimore storiche o stipula convenzione con enti religiosi per attività convegnistica di alto livello.  I SERVIZI DI RISTORAZIONE  Parlare del binomio ristorazione-turismo consente di evidenziare due aspetti fondamentali: il primo è legato alla qualità dei servizi offerti che si riflette inevitabilmente sui livelli di accoglienza del territorio, il secondo aspetto si collega invece alla valorizzazione della cucina locale ed alla promozione di un turismo eno-gastronomico che si muove alla ricerca di prodotti e sapori tradizionali.Per raccogliere informazioni quantitative ma anche qualitative sull’offerta ristorativa di Nettuno, si è proceduto in due direzioni: un vero e proprio censimento attraverso labanca dati “Pagine Gialle on line”, i dati comunali sui pubblici esercizi e l’analisi delle principali guide del settore.Complessivamente l’offerta ristorativa nettunese è ampia e varia fra numerosi ristoranti, pizzerie e ristoranti-pizzeria, trattorie, bar, birrerie e pub, esercizi di somministrazione completi di attrezzature per lo svago.  Si è anche rilevato che in determinate aree agricole l’agriturismo sta svolgendo quel ruolo di attrazione e di richiamo sulla proposizione di una cucina tradizionale che ha bisogno di una cura più adeguata nella esaltazione dei sapori e della presentazione. PLUS E MINUS-          Tradizioni eno-gastronomiche -          Concentrazione dell'offerta  IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA - Puntare sul prodotto enogastronomico (prodotti e sapori) come strategia di diversificazione;- Valorizzare la componente enogastronomica quale elemento distintivo del prodotto nettunese.  I SERVIZI AGENZIALI Vi è presente un gruppo di tour operator limitato, ma che comunque in presenza di un “prodotto Nettuno” interessante in termini di appeal turistico, potrebbe rappresentare un canale di distribuzione e promozione.I fattori considerati dai responsabili delle agenzie come un ostacolo per l’organizzazione dei flussi turistici verso la nostra provincia sono di varia natura, dai prezzi ritenuti troppo elevati rispetto ai servizi offerti, alla ridotta disponibilità di camere in occasione di eventi particolari o di manifestazioni importanti (veggasi la festa di Nostra Signora delle Grazie).E’ comunque da segnalare che al tutt’oggi le agenzie presenti sul territorio non organizzano incoming, vale a dire non promuovono flussi turistici verso il territorio preso in esame.Infine gli operatori hanno segnalato la mancanza di sinergia tra i vari enti e l’assenza di una vera e propria promozione mirata al mercato del Litorale Laziale.  PLUS E MINUS Per quanto riguarda il sistema agenziale ci limitiamo a sottolineare come la presenza di agenzie che operano, a livello del Litorale Laziale sull'incoming, possa rappresentare una interessante opportunità.Nell'ottica della configurazione del prodotto NETTUNO e di una sua commercializzazione attraverso i canali tradizionali, questi operatori del settore agenziale possono rappresentare un punto di riferimento per una migliore "taratura" dell'offerta.  IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA - Costruire una rete organica di contatti con gli operatori dell'incoming   LE RISORSE TURISTICHE  Lo sviluppo del turismo a livello locale è legato anche alla conoscenza, alla valorizzazione ed alla promozione delle risorse/eventi locali. Per questo motivo si è cercato di raccogliereinformazioni il più dettagliate possibile su risorse ed eventi ricorrenti a Nettuno.Infatti, da un lato, le conoscenze delle risorse ambientali, storiche, artistiche, culturali, ricreative possono offrire una concreta opportunità di diversificazione dell’offerta turistica locale attraverso la ridefinizione dei mix di prodotto; dall’altro lato il censimento degli eventi ricorrenti (anche questi di varie tipologie) ha permesso la creazione di un calendario che costituisce il primo passo verso una loro completa fruizione anche da parte degli ospiti del territorio. Per verificare il livello di "attivazione" in chiave turistica del patrimonio sono state raccolte informazioni riguardanti la promozione e la valorizzazione di tali risorse. LE DIMORE STORICHE Il patrimonio "architettonico" del territorio è risultato essere la risorsa meno conosciuta. Tale risorsa pur risultando limitata (11%) è di particolare interesse rappresentate dal Forte San Gallo, dalla Torre Astura e del Borghetto Medioevale.Va precisato che i primi due immobili, essendo adibiti a dimora "pubblica" o a dimora “demaniale/militare) l'accesso ai visitatori è precluso. I dati raccolti relativamente allo stato di conservazione indicano complessivamente che le risorse godono di un discreto stato. LUOGHI RELIGIOSILa prima tipologia di "risorsa", è rappresentata dall'insieme dei luoghi di culto e religiosi che si trovano sul territorio Nettunese. Dal Santuario di Nostra Signora delle Grazie, che custodisce le spoglie di Santa Maria Goretti ed una sorta di cammino museale della Santa, alla Collegiata sita nel quartiere medioevale, alla splendida chiesa di Santa Teresa in Anzio, i dati in nostro possesso indicano come dette risorse sono pubblicizzate in almeno una guida. Discorso diverso invece per quanto riguarda l'inserimento dei luoghi religiosi in qualche itinerario turistico: solo il Santuario rientra in percorsi di visita guidati sul territorio. LE RISORSE AMBIENTALILa zona litoranea adibita a “poligono militare” è formata da una costa sabbiosa con dune litoranee e macchia mediterranea (zona sottoposta a tutela militare con divieto di accesso); vi sono, inoltre, polmoni verdi come il bosco di Foglino, il laghetto Granieri, la pineta della Campana, e l’Oasi WWF di Tor Caldara.Queste zone incantano per la loro bellezza, per i colori intensi in ogni stagione, per le bianche calette incastonate in un mare turchese (non fruibili a tutti), la rigogliosa macchia mediterranea, da dove si intravedono le armoniose forme delle case contadine.Questo territorio è stato da sempre antropizzato fin dall’antichità come testimoniano gli scavi effettuati presso il poligono che hanno portato alla luce “Nello” un guerriero di 5000 anni fa.Queste risorse ambientali sono state da sempre trascurate o come nel caso del poligono militare, rappresentano patrimonio cittadino non fruibile.  LE ALTRE RISORSE Altro patrimonio Nettunese che potrebbe essere di interesse turistico è quello monumentale con la sua risorsa molto importante e visitata: il Cimitero Americano.  PLUS E MINUS- Patrimonio ambientale interno al territorio comunale e delle aree di vicinato- Tradizioni ed artigianato- Presenza di monumenti di pregio- Bassa valorizzazione del patrimonio ambientale- Concorrenzialità di aree viciniori Il dato che emerge dunque è la presenza di un significativo patrimonio e ambientale oltre che artistico, culturale distribuito sul territorio.  LE IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA- Centralità della riqualificazione delle risorse "top";- Capitalizzazione dell'effetto “Eventi” per la creazione di una identità di prodotto;- Valorizzazione del patrimonio di dimore o immobili nell'ottica di una ridesti nazione d'uso di tipo ricettivo-congressuale o espositivo.- Valorizzazione delle risorse ambientali nell'ottica di una loro fruizione turistica.- Promozione delle tradizioni locali e dell'artigianato come elemento distintivo dell'offerta turistica Nettunese.  LE OPPORTUNITÀ CULTURALI - RICREATIVE Il monitoraggio delle opportunità culturali e ricreative è stato condotto in due modi: da una parte si è effettuato il censimento delle strutture ricreative e dall’altra si sono invece censiti gli itinerari artistici, culturali, enogatronomici, …, già organizzati e pubblicizzati da vari enti.Nel primo caso sono stati rilevati 0 cinema, 1 museo e 1 teatro all’aperto (Villa Adele di Anzio): come si può notare un’offerta non particolarmente ricca.Di questo avviso sono anche gli intervistati dato che, utilizzando la scala scolastica 1-10, assegnano voto 5,5 alle opportunità culturali e voto 4,5 per quelle di svago e divertimento.Per quanto riguarda l’offerta culturale gli ospiti si sono lamentati delle scarse opportunità proposte.Addirittura è stato rilevato che la maggioranza degli intervistati durante il loro soggiorno non hanno effettuato alcuna visita culturale e, pur essendo ospiti di una struttura ricettiva nettunese, hanno optato solamente per le risorse artistiche, storiche e monumentali di Roma.Anche per ciò che concerne le opportunità di svago le critiche si riferiscono ad un’offerta limitata, per non dire scarsa.Altre segnalazioni riguardano i locali notturni per la loro unica localizzazione presso il Borgo Medioevale, la scarsa numerosità in altre zone cittadine, la discontinua informazione e i materiali tradotti per gli ospiti stranieri.Passando invece a considerare gli itinerari turistici si è effettuata una vera e propria ricognizione attraverso varie pubblicazioni (sia di enti pubblici che privati) e di siti internet per raccogliere informazioni riguardanti itinerari già “confezionati” e in qualche modo pubblicizzati.In verità non ne è stato individuato alcuno, neanche tra quelli che interessano almeno il comune .Né sono disponibili itinerari che interessano la provincia romana, o che collegano il territorio del comune con altre località della nostra regione.  GLI EVENTI RICORRENTI Complessivamente, sono stati censiti 7 eventi. Questo dato dimostra una certa “vitalità” estiva del territorio, grazie alle associazioni ed ai comitati autonomi locali.La tipologia di manifestazioni di cui si sono raccolte un minimo di informazioni spazia da quelle religiose, musicali, eno-gastronomiche, sportive a quelle che raggruppano più caratterizzazioni, e che per semplicità, sono state definite come “programma di eventi” ed alle sagre.In particolare sono state segnalate 3 iniziative che affondano le loro radici nella storia religiosa del Comune che tuttora ne considerano la memoria e l'organizzazione: Nostra Signora delle Grazie, Pellegrinaggio a piedi Nettuno-Ferriere in occasione di Santa Maria Goretti e l’Infiorata.Si tratta di eventi legati alle tradizioni popolari con manifestazioni culturali, religiose, storiche, e con bancarelle per assaggi eno-gastronomici.Analizzando i dati raccolti si è osservata una forte concentrazione delle manifestazioni neimesi estivi.Per quanto riguarda le principali caratteristiche possiamo dire che gli eventi hanno periodicità annuale, mentre la loro notorietà è principalmente locale.La modalità di pubblicizzazione più adottata è, indifferentemente dal livello di notorietà, quella dell’inserzione sui giornali locali. PLUS E MINUSPer quanto riguarda i punti di forza dell'offerta di opportunità di svago e divertimento che l'area nettunese è in grado di offrire ai suoi ospiti, possiamo segnalare la presenza di un sufficiente calendario di eventi con manifestazioni di livello locale ma assente sono gli eventi a livello nazionale ed internazionale.Per contro questa ricchezza deve fare i conti con un sistema di informazione/pubblicizzazione che non è finalizzato all'aspetto turistico. Ci riferiamo sia alla presentazione delle opportunità agli ospiti già presenti nel territorio sia ad un loro utilizzo come leva promozionale. -          Sufficiente calendario di manifestazioni -          Offerta di servizi ricreativi (cinema, teatri, …) quasi assente-          Poca informazione circa le opportunità-          Eventi eno-gastronimici  LE IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA - Creazione di un calendario degli eventi a forte attrazione;- Individuazione degli strumenti di comunicazione e promozione.  IMPRESE TURISTICHE E FORMAZIONE Un disegno di sviluppo del settore turistico non può prescindere dalle caratteristiche delleimprese e dai suoi operatori .A questo scopo sono state promosse due indagini specifiche tese a valutare i bisogni delleimprese, in termini di servizi di qualificazione e sviluppo, nonché la qualità dei processi formativi, intesa come corrispondenza dell'output delle istituzioni formative rispetto alle esigenze delle imprese. LE IMPRESE Il profilo delle aziende è stato analizzato da un’indagine condotta per mezzo di interviste telefoniche ai responsabili di 30 imprese turistiche presenti sul territorio di Nettuno ed Anzio. Da questa indagine è emerso che la realtà imprenditoriale è per lo più composta da microimprese a conduzione familiare. Solo il 3% delle imprese infatti aderisce a network, catene o gruppi di acquisto (anche se in prospettiva la quota di aziende favorevoli a logiche associative sale notevolmente).Questa caratteristica se da un lato consente di sviluppare un rapporto positivo con la clientela, dall’altro espone le imprese alla concorrenza e le costringe ad operare in un settore sempre più competitivo e caratterizzato dalla presenza di catene e network. Ciò nonostante la maggioranza degli imprenditori ha dipinto un quadro positivo rispetto alle prospettive a medio termine del mercato, pur mostrando alcune perplessità derivanti dalla situazione economica internazionale.Il 70% ha fornito valutazioni ottimistiche motivandole proprio con la dimensione dell’impresa (da alcuni è considerata un vantaggio competitivo legato alla fidelizzazione della clientela ed alla semplificazione nella gestione) ed alla tipologia della clientela (il mercato estivo vacanziero è ”legato” agli umori ed alle mode).Il restante 30% ha giudicato le prospettive della propria azienda critiche in ragione della concorrenza pressante da parte delle aziende di grandi dimensioni ed alla struttura piccola che non permette di raggiungere soddisfacenti livelli di economicità.Entrando nel merito della ricerca, in particolare in relazione ai fabbisogni di servizi, è emerso che il ricorso a servizi esterni ha riguardato prevalentemente l’area amministrativa: contabilità (66%) e buste paga (10%).Riferendosi alle necessità future gli interventi che le imprese hanno previsto sono essenzialmente rivolti alla manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura. Alcune aziende hanno anche indicato lo sviluppo informatico e la promozione dei servizi su internet.Per quanto riguarda i fabbisogni di professionalità, nel 70% dei casi non si prevedono assunzioni nel breve periodo, nei restanti le assunzioni riguardano figure professionali di tipo tradizionale.In ultima analisi sono state raccolte le indicazioni degli operatori intervistati su come, a loro avviso, si possa sviluppare il turismo nell’area nettunese.Il dato che emerge è la prevalenza di indicazioni per migliorare le capacità e le strategie promo-commerciali (più pubblicità anche a livello regionale, abbassare i prezzi, incentivare l’incoming, …).La seconda area tematica, che ha raccolto più segnalazioni, riguarda il miglioramento del “prodotto NETTUNO” (riqualificazione dell’offerta, creazione di pacchetti turistici, …)., seguito dall’indicazione che lo sviluppo del turismo a NETTUNO è collegato anche allo sviluppo delle infrastrutture (soprattutto del sistema dei trasporti ed il fiera-mercato). LA FORMAZIONE La centralità delle persone nel processo di produzione turistica è un dato oggettivo, ove si consideri l’alta intensità del fattore umano rispetto ai fattori più tradizionali. Nelle aziende di servizi turistici infatti il personale costituisce una risorsa strategica perché di fatto determina in modo decisivo l’immagine dell’azienda che il cliente percepisce.Le relazioni con i clienti rappresentano dunque un vero e proprio elemento “tangibile” sullequali si può agire per qualificare il prodotto/servizio offerto dall’impresa.Per queste ragioni si è condotta una ricerca ad hoc anche riguardo al “sistema” della formazione professionale.In particolare si sono sentiti, attraverso interviste dirette, alcuni noti operatori della formazione turistica (università, istituti tecnici e professionali, centri di formazione professionale) per raccogliere le loro valutazioni sul sistema e coglierne le tendenze.In primo luogo il gruppo di esperti è stato chiamato a valutare la qualità del sistema formativo, intesa come capacità di rispondere alle aspettative ed ai bisogni dei destinatari ed alle esigenze sempre più complesse delle imprese.L’analisi delle risposte evidenzia l’accordo degli intervistati nel ritenere il sistema formativo capace di fornire risposte adeguate ai bisogni delle imprese, data la relativa facilità di inserimento dei diplomati nel mercato del lavoro e i giudizi positivi espressi dalle imprese riguardo la loro preparazione professionale.Le valutazioni sulle prospettive ed in particolare sulle capacità del sistema di “tenere il passo”, sono risultate discordanti.La maggioranza ritiene che il ritardo del mondo della formazione nel rispondere alle nuove esigenze del mercato sia troppo rilevante.Per quanto riguarda le prospettive per il futuro, si è rilevata una certa “stabilità” dell’offerta formativa: infatti non sono previsti sostanziali interventi di adeguamento o di innovazione.Passando ad esaminare i trend del mercato del lavoro, l’opinione emergente del gruppo di operatori è che la domanda di professionalità sia rivolta a figure tradizionali e legate, in particolare, al settore dell’intermediazione.Per quanto riguarda le nuove professionalità da un lato si rileva una richiesta di specifiche competenze (informatica, abilità relazionali, commerciali, ecc..) che finiscono però con il qualificare figure professionali già esistenti e, dall’altra, l’emergere di nuovi profili legati alla diffusione delle reti telematiche e dell’e-commerce.A questo proposito nella tavola che segue è riportato l’elenco delle figure professionali piùrichieste e di quelle emergenti così come sono state indicate dagli esperti di formazione(scuole) e dai responsabili delle imprese turistiche (imprese).  In ultima analisi è stato chiesto al campione selezionato di fornire indicazioni su programmi/iniziative previsti nel breve periodo.In linea di massima si è rilevata una certa “stabilità” dell’offerta formativa, nel senso che non sono previsti sostanziali interventi di adeguamento o di innovazione.Due sembrano essere le indicazioni maggiormente significative e precisamente:-         lo sviluppo di iniziative mirate a “microspecializzazioni” o alla formazione di nuove figure professionali (esperti marketing, esperti turismo on-line, promotori turistico-culturali, programmatori pacchetti turistici);-         iniziative mirate a favorire l’inserimento lavorativo (es. collegamenti con Agenzie lavoro interinale) ed interventi specifici sugli adulti (riqualificazione/aggiornamento).  PLUS E MINUS Il tessuto imprenditoriale del settore turistico nettunese si caratterizza per la micro dimensione familiare delle imprese.Un aspetto che, come sottolineato dagli stessi operatori, espone queste realtà ai rischi crescenti che derivano dal confronto con i grandi gruppi (catene, tour operator, …) che caratterizzano il mercato turistico.Per contro dobbiamo rilevare una propensione degli operatori verso la promozione di logiche associative che potrebbe consentire un superamento dei limiti precedentemente descritti.La natura micro-imprenditoriale si riflette poi su una domanda di figure professionali di tipo tradizionale ed un basso impatto delle buone prospettive di mercato sui dati occupazionali.La tabella che segue mostra punti di forza e di debolezza del sistema delle imprese e deglioperatori turistici.  Plus Minus - Propensione verso logiche associative- Prospettive di mercato favorevoli- Sostanziale “sintonia” tra output dei processi formativi e bisogni delle imprese- Prevalenza della dimensione microimprenditoriale- Domanda di professionalità tradizionali  IMPLICAZIONI PER LA STRATEGIA -  Favorire la promozione di logiche associative;- Gestione a livello di sistema dei processi di qualificazione degli operatoriI CONFRONTI CON ALTRE REALTÀ TERRITORIALI Sono stati realizzati alcuni incontri con realtà nazionali ed internazionali, per poter conoscere esperienze e modelli gestionali che hanno dimostrato validità nel generare valore per il sistema turistico locale.In particolare si sono osservate le attività e i processi di promozione e comunicazione, i modelli organizzativi e gli “elementi di originalità”.  1. I processi formativi collegati alla qualità, all’accoglienza e alla cultura locale. Anche a livello territoriale viene confermata l’ipotesi che l’intervento per il miglioramento del settore turistico passa attraverso l’utilizzo della leva formativa, orientata al raggiungimento di due obiettivi: - Creare occasioni per il miglioramento della qualità dei servizi erogati per neoimprenditori del settore; in questo modo si viene a creare un vantaggio competitivo nellafornitura del servizio, soprattutto in quei territori dove il turismo è una novità. - Favorire la formazione turistica locale, utile alla riscoperta delle proprie radici culturalie territoriali. La formazione turistica locale infatti, come accade in Svizzera, implica lariscoperta di origini culturali locali che a loro volta diventano forza attrattiva per il turismo.  2. Inserimento del turismo in un contesto industriale. L’inserimento dello sviluppo del turismo, della cultura, dello sport, come fenomeni attrattivi, in un contesto percepito come squisitamente industriale, non è più considerato un fenomeno anomalo. Un territorio, che grazie al suo sviluppo economico si internazionalizza, necessita infatti di un ampliamento delle relazioni attraverso una maggiore raggiungibilità ed accoglienza.  3. La strumentazione comunicazionale. Abbiamo visto come Internet possa essere adattato anche ad esigenze promozionali e di comunicazione turistica: in particolare viene evidenziata la capacità di raccogliere, ordinare e distribuire le informazioni, relative ad eventi collettivi sociali e culturali, secondo la “logica della clessidra” (raccolta delle informazioni da più fonti, organizzazione delle informazioni e loro distribuzione a più interlocutori).L’uso di Internet è poi integrato dalla produzione di materiale promozionale, in modo da essere presenti, a livello comunicazionale, sia tramite l’utilizzo della nuova tecnologia che attraverso i tradizionali sistemi promozionali.  4. La creazione d’impresa e l’intercomunicabilità Le realtà visitate hanno confermato che lo sviluppo turistico a livello locale presuppone la creazione e l’attività di iniziative d’impresa di servizi orientate al marketing, alla promozione e comunicazione turistica, all’accoglienza, alla creazione ed al supporto delle nuove strutture ricettive.Un’altra conferma della positività degli orientamenti scelti è l’emergere dell’intercomunalità, in quanto non abbiamo riscontrato piani di sviluppo locale che siano riferiti ad una singola municipalità.   NETTUNO TURISTICA DOMANI:LE PROSPETTIVE PREMESSA In questa parte del Piano di Sviluppo Turistico vengono presentate le ipotesi di lavoro che sono emerse dalla fase progettuale e dal rapporto con gli operatori.Si tratta di un percorso che, partendo dalla definizione di una vision futura, individua 5 linee strategiche ed una serie di obiettivi per ciascuna linea.Le linee strategiche individuano le aree di intervento su cui occorre agire per attivare le "ilturismo locale" e promuovere il prodotto NETTUNO.Gli interventi previsti toccano infatti aspetti che vanno dalla definizione del prodotto alla comunicazione, dalla valorizzazione delle risorse turistiche al modello di governo dei processi di sviluppo.In ultima analisi verrà indicata una scala delle priorità di intervento così come è emerso dalrapporto con gli operatori del settore che delinea l'operatività sui diversi orizzonti temporali.Si tratta nel complesso di un piano dinamico in grado di orientare su basi e obiettivi condivisi l lavoro sinergico degli operatori e contemporaneamente di cogliere flessibilmente tutte le opportunità future. LA VISIONE FUTURACome abbiamo più volte sottolineato, la caratteristica del Piano è quella di ricercare una visione comune e condivisa sul ruolo del settore e sulle ipotesi di sviluppo.In un settore come quello turistico risulta assolutamente indispensabile spostare l'ottica a livello di sistema locale.Infatti sempre più il confronto si gioca prima di tutto a livello di sistema territoriale e poi a livello di impresa.In questa ottica identificare una "visione futura" per il turismo a Nettuno significa operare una costruzione mentale ed emotiva, che rappresenta le caratteristiche che il settore in prospettiva dovrà avere.A questo proposito due sono gli slogan che racchiudono in sé gli elementi essenziali di questa prospettiva e precisamente: Ø     UNA NETTUNO TURISTICAØ     UNA NETTUNO OSPITALE UNA NETTUNO TURISTICA Il primo aspetto sottolinea la necessità di superare la visione dell’area nettunese quale contesto esclusivamente agricolo o marino.Le analisi hanno infatti evidenziato la ricchezza di risorse ed opportunità che il territorio può offrire ai suoi ospiti.Occorre dunque essere consapevoli che anche Nettuno può sviluppare questa sua potenzialità realizzando un forte incremento del suo appeal turistico.Un incremento della capacità di attrazione dei flussi turistici che passa necessariamente attraverso una valorizzazione della sua identità culturale, storica, artistica ed ambientale.Se vogliamo sviluppare il turismo in questo contesto economico e produttivo, dobbiamo immaginare Nettuno come un'area capace per vocazione di attrarre turisti e visitatori.  UNA NETTUNO OSPITALE Il secondo aspetto che ci preme sottolineare è l'esigenza di raggiungere una dimensione ospitale del territorio adeguata al ruolo che la Provincia di Roma desidera avere nel contesto economico e sociale europeo.In questo senso da un lato viene esaltata la funzione di supporto che il turismo svolge nei confronti degli altri settori produttivi e, dall'altro, come la dimensione ospitale vada considerata nella sua accezione più ampia.Occorre sempre più immaginare un contesto territoriale in grado di essere ospitale verso l'insediamento e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali (es. infrastrutture e servizi), in grado di facilitare le occasioni di incontro tra gli operatori (servizi turistici e congressuali) e capace di dedicare una specifica attenzione alla permanenza degli ospiti (valorizzazione delle opportunità turistiche).Possiamo dunque immaginare che non sia possibile ipotizzare lo sviluppo turistico del territorio senza il raggiungimento di una reale dimensione ospitale.    LE 5 LINEE STRATEGICHECome abbiamo avuto modo di accennare in premessa, cinque sono gli ambiti prioritari di intervento individuati che costituiscono, di fatto, le linee strategiche del Programma di Sviluppo.Le linee strategiche rappresentano dunque il "filo conduttore" al quale si ricollegano una serie di obiettivi specifici.L'insieme delle linee strategiche, degli obiettivi e delle azioni delineano il percorso di lavorofinalizzato allo sviluppo del turismo nettunese.Di seguito vengono elencate le linee strategiche e gli obiettivi individuati. LINEA STRATEGICA 1:"QUALIFICARE L'OFFERTA TURISTICA"OBIETTIVI1. Qualificare l'offerta ricettiva2. Riqualificare l'offerta congressuale3. Valorizzare le risorse locali LINEA STRATEGICA 2"PROMUOVERE IL PRODOTTO NETTUNO"OBIETTIVI1. Creare una identità di prodotto2. Presentare le risorse3. Promuovere l'offerta locale LINEA STRATEGICA 3"VALORIZZARE IL PATRIMONIO CULTURALE"OBIETTIVI1. Qualificare il patrimonio artistico2. Valorizzare gli eventi culturali3. Dare visibilità al patrimonio LINEA STRATEGICA 4"SVILUPPARE LE INFRASTRUTTURE"NODI1. I collegamenti2. Il Centro Commerciale naturale3. Il Centro Congressi LINEA STRATEGICA 5"GOVERNARE IL TURISMO"PROCESSI1. L'informazione2. La pianificazione3. La promozione4. L'accoglienza5. La qualificazione delle risorse umaneLinea strategica 1QUALIFICARE L'OFFERTA TURISTICA La prima linea strategica racchiude in sé una serie di interventi tesi alla qualificazione ed alla caratterizzazione del prodotto Nettuno.Le analisi condotte hanno evidenziato da un lato una domanda legata quasi esclusivamente alle motivazioni delle vacanze e del tempo libero non deve trascurare l’aspetto motivazionale d'affari e lavoro e, dall'altro, la ricchezza di opportunità presenti sul territorio.Inoltre le indagini condotte sulla clientela degli esercizi alberghieri evidenziano un basso livello di conoscenza, e pertanto di fruizione, di queste opportunità.Si tratta pertanto di individuare alcuni percorsi di miglioramento finalizzati innanzitutto alla valorizzazione delle risorse turistiche locali.Lo sviluppo del turismo a Nettuno passa infatti necessariamente attraverso un mix di interventi sul prodotto che aumentino l'appeal dell'offerta locale e, al tempo stesso, rispondano all'esigenza di diversificare la clientela.Considerando pertanto le caratteristiche attuali dell'offerta e le opportunità offerte dal mercato sono stati individuati i seguenti obiettivi. OBIETTIVO 1 QUALIFICARE L'OFFERTA RICETTIVA La creazione di una dimensione ospitale del territorio non può prescindere da interventi di adeguamento e sviluppo dell'offerta ricettiva.Come abbiamo potuto rilevare, i trend in atto evidenziano una evoluzione dell'offerta ricettiva in linea con quelli più generali rilevati a livello provinciale.Tuttavia l'offerta attuale mostra due aspetti critici:- una dimensione della capacità ricettiva inferiore al contesto socio-economico, ormai di livello europeo;- carenza dell'offerta complementare ed in particolare del ricettivo all'aria aperta considerando in particolare le dimensioni dei parchi e delle aree protette. AZIONE 1 QUALITÀ DELL'OFFERTA RICETTIVA In questo senso vanno considerati gli interventi di sostegno e incentivazione dei processi di ammodernamento e riqualificazione dell'offerta.Interventi che vanno dunque intesi nell'ottica di collegare sempre più la qualità dell'offertaalla qualità dei flussi.    AZIONE 2 INCREMENTO DELLA CAPACITÀ RICETTIVA Se si considera la dimensione economico-produttiva del territorio nettunese ed il livello attuale dei flussi dobbiamo ipotizzare che le ricadute "turistiche" prodotte dal movimento commerciale si distribuiscano anche al di fuori del nostro contesto territoriale.In secondo luogo lo sviluppo di forme di turismo collegabili ad una valorizzazione delle risorse ambientali, che caratterizzano il territorio locale, non può prescindere dalla creazione di una adeguata ricettività complementare.Pertanto l'incremento della capacità ricettiva di Nettuno potrebbe essere orientato verso:- la creazione di strutture ricettive all'aria aperta che tengano in considerazione le caratteristiche ambientali e dei flussi attivabili;- la creazione di strutture di standard internazionale o la ridestinazione d'uso di dimore storiche a ricettività di prestigio.  OBIETTIVO 2 RIQUALIFICARE L'OFFERTA CONGRESSUALE Anche in questo caso le analisi evidenziano un gap tra l'offerta ed il contesto produttivo che induce ad ipotizzare che quote di domanda di servizi/spazi congressuali vengano acquisite da realtà competitors.Inoltre la dimensione degli spazi, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, limita l'offerta al segmento della “convegnistica episodica”. AZIONE 1 QUALIFICARE L'OFFERTA PER LA CONVEGNISTICA I trend di mercato evidenziano la crescita della domanda di spazi qualificati e di prestigio per iniziative di immagine e comunicazione aziendale.In questa ottica, si potrebbero individuare forme di incentivazione alla riqualificazione/ ridestinazione d'uso di strutture preesistenti, anche analizzando la possibilità di convenzioni con i Padri Passionisti che dispongono di innumerevoli spazi presso la struttura “Santuario”.Si potrebbe valorizzare in questo modo un patrimonio architettonico creando spazi per convegnistica e formazione aziendale di prestigio inseriti in un contesto ambientale alternativo a quello urbano di Roma o di Latina. AZIONE 2 IL CENTRO CONGRESSI Tra i vari progetti che dobbiamo considerare all'ordine del giorno vi è la realizzazione di unCentro Congressi mediante accordi negoziali e rivalutazione di aree di proprietà dei padri Passionisti.Nell'ottica dello sviluppo turistico del territorio non possiamo dunque non considerare come strategica la realizzazione di una struttura di questo tipo.Tuttavia occorre sottolineare come la creazione di un Centro Congressi deve necessariamente inserirsi in un contesto di ricettività e servizi adeguato e correlato alle caratteristiche del territorio.OBIETTIVO 3



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Un commento fino ad ora

  • inviato il 10/11/09 da
    Claudia Di Pietro

    Nettuno ha bisogno di un rilancio turistico culturale. Sono attulamente rare le iniziative culturali, scarse le aree pedonali soprattutto estive, assenti grandi aree di parcheggio che rendono la cittadina una camera a gas, sporchi i pochissimi mq di spiagge libere, per non parlare del mare nei periodi di massimo affollamento. Sono contenta che, in questa mia cittadina, qualcuno provi ad abbozzare un'idea di rinascita.

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