Due proposte per salvare l’ambiente ed il futuro nostro e dei nostri figli
territorio: Regione
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commento
Premessa.
Gli esseri umani, con incoscienza e pigrizia, stanno arrecando danni irreversibili alla meravigliosa e insostituibile navicella spaziale che li ospita, li nutre e da loro tutto il necessario per vivere. Al di fuori di questa navicella ci sono gli sconfinati spazi siderali e mondi per noi inospitali, nei quali non potremmo sopravvivere neanche un istante. In questo infinitesimo punto dell’universo la materia ha preso forma di vita e la vita si è fatta coscienza e poi spirito. Negli ultimi tempi gli esseri umani hanno acquisito tecnologie molto potenti e ne fanno un uso talmente massiccio da riuscire ad interferire con la fisiologia del pianeta. I danni sono ingenti e sotto gli occhi di tutti: il polo nord si sta sciogliendo, il polo sud farà altrettanto, molte terre verranno sommerse dalle acque degli oceani, molte terre che oggi sono fertili diventeranno deserti, la vita arretrerà. Di fronte a questo quadro, che non è il frutto della mente perversa di un catastrofista ma è quanto asseriscono la maggior parte degli studiosi, gli esseri umani continuano imperterriti, nella loro beata incoscienza, a segare il ramo su cui sono seduti. Credo che la tendenza potrà essere invertita solo quando i cittadini percepiranno chiaramente le conseguenze negative che il degrado ambientale ha sulla qualità della loro vita.
Pertanto faccio le seguenti
Proposte.
1) Commissionare a qualche università , o ad altri, uno studio che valuti le conseguenze sul clima, ed in particolare sulle temperature che si registrano nei mesi estivi nelle città, del disboscamento dei territori circostanti. Infatti non può non esserci differenza, a parità delle altre condizioni, tra una città circondata da boschi e una circondata da montagne brulle e rocciose che di giorno assorbono calore come un enorme forno a cielo aperto e di notte lo restituiscono. Sarebbe bello poter dimostrare ai cittadini che se avessero più cura dei loro boschi potrebbero affrontare l’estate anche senza fare uso dei costosi condizionatori.
2) Fare una legge regionale per far pagare in modo diretto ai cittadini il costo del contrasto agli incendi estivi. In pratica ogni comune dovrebbe accollarsi direttamente e poi ovviamente riversarlo sui cittadini tramite una tassa dal valore variabile annualmente, il costo, certamente consistente, di tutti gli interventi necessari a controllare gli incendi che avvengono sul suo territorio. D’altra parte, visto che gli incendi, che sono quasi tutti dolosi, si verificano in certe zone più che in altre, non è giusto far pagare a cittadini attenti e rispettosi dell’ambiente i danni che fanno altri. Io vivo nel comune di Palestrina e posso testimoniare che nell’estate del 2007 sono stati appiccati incendi a ripetizione negli stessi luoghi dove erano stati spenti il giorno prima dall’intervento dei mezzi aerei. Dato che l’impunità dei responsabili è resa possibile solo dall’indifferenza di coloro che, vivendoci accanto, fanno finta di non vedere, credo che sia opportuno risvegliare le coscienze dei cittadini utilizzando anche questo mezzo estremo e doloroso. Le somme che così verranno risparmiate dalla Regione e dallo Stato potranno essere più proficuamente impegnate per contrastare la crisi economica.
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Un commento fino ad ora
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inviato il 28/11/09 da
BiancaSono d'accordo perchè è giusto che ogni cittadino sia consapevole di essere partecipe a migliorare la qualità della vita ma anche a peggiorarla. Non possiamo delegare le responsabilità soltanto alle istituzioni.



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